La Chiesa cattolica insegna che la ‘fioritura umana’ riguarda la persona nella sua interezza: fisica, psicologica, spirituale, culturale e sociale. Per essere integrale e pienamente umano, tale sviluppo deve tenere conto dell’intera persona, con tutte le sue dimensioni, così come della comunità particolare a cui appartiene e dell’intera famiglia umana, poiché gli esseri umani non fioriscono nell’isolamento.
«Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».1 Con queste parole, Gesù esprime sia la propria missione sia quella della Chiesa. «La gloria di Dio», aggiunge sant’Ireneo, «è l’uomo vivente».2
Sviluppo è un altro modo per dire vita stessa. È ciò che ogni persona desidera, dal concepimento fino alla morte; è ciò che ciascuno desidera per sé, per la propria famiglia, la propria comunità, il proprio popolo; è ciò che tutti dovrebbero desiderare per l’intera famiglia umana, senza escludere nessuno.
In ogni società e in ogni settore della società, le persone affrontano ostacoli al loro sviluppo umano integrale. La Chiesa desidera accompagnarle in questa grande sfida con la sua presenza, la sua guida e il suo incoraggiamento. Come Gesù ha detto così spesso: «Non abbiate paura!»3
Introdotto in modo celebre da Papa Paolo VI nella sua enciclica Populorum Progressio (1967) e identificato come strumento di discernimento per il bene comune nella Magnifica Humanitas (2026) di Papa Leone XIV, oggi il quadro dello “sviluppo umano integrale” è ampiamente adottato dalle organizzazioni umanitarie e di sviluppo per affrontare le disuguaglianze strutturali, la povertà, la violenza e il degrado ambientale.
Lo sviluppo riguarda la persona nella sua interezza: il vero progresso non può essere misurato soltanto da indici monetari ristretti o dalla tecnologia. Piuttosto, “la qualità dello sviluppo si misura dalla capacità di integrare la giustizia verso le persone e la cura della nostra casa comune, e di promuovere condizioni di vita dignitose, l’accesso ai beni necessari, relazioni sociali giuste, la cura del creato e l’attenzione alle generazioni future”.4
Lo sviluppo autentico nutre la crescita emotiva, comunitaria e spirituale, assicurando che siano soddisfatti i bisogni materiali fondamentali di ogni persona, integrando al tempo stesso l’intangibile, l’ambiente e le esigenze future che spesso vengono dimenticate.
Facendo eco a Papa Paolo VI, per essere autentico, lo sviluppo deve essere di ciascuno, di tutta la persona e di tutte le persone, comprese le generazioni future!
Istituito da Papa Francesco nel 2016, il Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale sostiene il Papa e i Vescovi - le Chiese particolari, le Conferenze episcopali, le loro unioni regionali e continentali e le strutture gerarchiche orientali - nel superare i molti ostacoli allo sviluppo umano integrale delle persone. Tra questi vi sono, tra gli altri, la violenza e la guerra, le violazioni dei diritti umani, le emergenze umanitarie, il degrado ambientale, la disoccupazione, l’accesso insufficiente all’assistenza sanitaria e la migrazione forzata.
Il programma del Dicastero si articola in tre fasi:
- Ascolto e Dialogo, per ascoltare i Vescovi locali e coloro che collaborano con loro riguardo a ciò che blocca o ostacola lo sviluppo umano integrale del loro popolo.
- Ricerca e Riflessione, per studiare le difficili situazioni emerse e proporre orientamenti pastorali per affrontarle.
- Comunicazione, per restituire ciò che può essere utile alle Chiese locali e, allo stesso tempo, comunicare alla Chiesa più ampia e a tutto il Popolo di Dio ogni nuovo modo di mettere in pratica la Buona Novella.
I Superiori, i Membri, i Consultori e il personale del Dicastero condividono la vocazione di tutto il Popolo di Dio: quando Egli ci chiama ad annunciare il Vangelo, il Signore Gesù ci invita a prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle più fragili, malati e sofferenti. Questa spiritualità ha la sua fonte nell’amore di Dio, “che ci ha amati per primo, quando eravamo ancora poveri e peccatori”.5 Il nostro dovere è servire i fratelli e le sorelle nel bisogno, nei quali incontriamo Cristo stesso.6
1 Giovanni 10,10.
2 Adversus haereses, fine II secolo.
3 Matteo 14,27.
4 Magnifica Humanitas, 84.
5 Romani 5,8; 1 Giovanni 4,19.
6 Matteo 25,31-46.