Giornata Mondiale del Malato 2026

Giornata Mondiale del Malato 2026

Papa Leone XIV ha scelto il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che sarà celebrata l’11 febbraio 2026: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

Il Santo Padre ha nominato l’Em.mo Card. Michael Czerny, S.J., Prefetto del Dicastero per il  Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Suo Inviato Speciale alla XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che quest’anno avrà carattere solenne e sarà celebrata a Chiclayo, in Perù, diocesi in cui ha svolto il suo ministero episcopale Papa Leone XIV.

Il tema, mettendo al centro la figura evangelica del samaritano che manifesta l’amore prendendosi cura dell’uomo sofferente caduto nelle mani dei ladri, vuole sottolineare questo aspetto dell’amore verso il prossimo: l’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, spesso in un contesto di fragilità a causa della povertà, dell’isolamento e della solitudine.

La Giornata Mondiale del Malato, istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992, vuole essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità.

Con la celebrazione solenne di Chiclayo, la Chiesa universale guarda all’America Latina e alla sua ricca tradizione di solidarietà. Come il buon Samaritano che si china sul ferito lungo la strada, anche la comunità cristiana è chiamata a fermarsi davanti a chi soffre, a farsi testimone evangelica di prossimità e di servizio verso i malati e i più fragili.

Il messaggio del Santo Padre

Martedì 20 gennaio 2026 presso la Sala Stampa della Santa Sede è stato presentato il Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale del Malato 2026, dal titolo “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

Nel suo messaggio il Santo Padre riprende la parabola del Buon Samaritano come immagine centrale della carità cristiana: amare davvero significa fermarsi, farsi vicini e prendersi cura di chi soffre. La compassione, infatti, non è solo un sentimento, ma si traduce in gesti concreti e impegno condiviso, soprattutto verso i malati.

Amare il prossimo diventa così la prova visibile dell’amore per Dio e implica anche un modo sano e vero di amare sé stessi. In questa prospettiva, la cura dei malati e dei più fragili non è un gesto opzionale, ma uno dei segni più chiari della fedeltà al Vangelo.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti:

  • Card Michael Czerny S.J., prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; delegato ufficiale di Papa Leone per la giornata mondiale del malato a Chiclayo, in Perù
  • P. Michel Daubanes, rettore del santuario Notre Dame di Lourdes
  • Dott.ssa Giulia Civitelli, medico responsabile poliambulatorio Caritas – Roma (Missionaria Secolare Scalabriniana)
  • Marina Melone, di ‘Casa Gelsomino’, nella parrocchia San Gregorio VII, struttura che accoglie e aiuta le famiglie dei bambini ricoverati all’Ospedale Bambino Gesù

In vista della Giornata Mondiale del Malato dell’11 febbraio, inoltre, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha prodotto dei sussidi pastorali per facilitarne la celebrazione in tutte le chiese del mondo, con una guida liturgica, suggerimenti di omelie, preghiera, e attività per giovani, bambini e adulti.

 

 

20 gennaio 2026