Giordania.jpg Giordania.jpg

Giordania, al via il "Giardino della misericordia". Un lavoro per i rifugiati iracheni

 

Il 12 maggio 2016 è stato inaugurato il progetto “Giardino della Misericordia” ad Amman, in Giordania. Alla cerimonia ha preso parte il Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Mons. Segundo Tejado Muñoz, allora in carica presso il Pontificio Consiglio “Cor Unum”. Il progetto, inteso a promuovere opportunità di lavoro tra i rifugiati iracheni in Giordania, è servito ad assicurare un lavoro regolarmente retribuito a 15 di loro, impiegandoli nella produzione di conserve e nella coltivazione e vendita di olio e ortaggi. Oltre ai 15 impiegati, hanno beneficiato dei proventi anche i relativi nuclei familiari, i quali hanno così potuto auto-sostenersi. Il progetto ha fornito anche un percorso di formazione professionale di falegnameria, agricoltura e industria alimentare per circa 200 iracheni, e grazie all’impiego di lavoratori occasionali sono stati aiutati circa 500 iracheni ogni anno.

Il finanziamento è stato possibile grazie a una donazione del Santo Padre Francesco che, nel maggio 2016, aveva deciso di destinare i fondi raccolti all’interno del padiglione della Santa Sede a EXPO Milano 2015 per il progetto “Promoting job opportunities for displaced Iraqis in Jordan”, realizzato dalla Caritas Giordania presso il Centro di Santa Maria della Pace di Amman. La cifra inviata (150 mila dollari) è stata frutto delle offerte libere dei visitatori del padiglione.

Secondo i dati della Caritas locale, la Giordania è ancora uno dei principali Paesi di accoglienza dei rifugiati siriani e iracheni: quasi 1,3% della popolazione.

 

Foto ©Segundo Tejado Muñoz - Posa e benedizione della prima pietra

 

Gli altri progetti

09 luglio 2024

Impegno della pastorale migratoria in Grecia

23 luglio 2024

Progetto di educazione interculturale in Amazzonia

09 luglio 2024

La Chiesa in Venezuela promuove la scuola laboratorio del cacao

03 luglio 2024

In Benin un Centro che promuove lo sviluppo socioeconomico sostenibile