Il Messaggio del Papa al XXV Congresso Mondiale di Stella Maris

Come Gesù sul Mare di Galilea, annunciate la buona novella del Vangelo

Papa Francesco ai cappellani e volontari di Stella Maris per il XXV Congresso internazionale

Come Gesù sul Mare di Galilea, annunciate la buona novella del Vangelo

"Sappiate che non siete soli e che non siete dimenticati... Il vostro lavoro in mare vi tiene spesso lontani dagli altri, ma siete vicini a me nei miei pensieri e nelle mie preghiere, e in quelle dei vostri cappellani e dei volontari di Stella Maris". Così Papa Francesco nel Messaggio ai partecipanti al 25° Congresso Mondiale di Stella Maris, che si tiene a Glasgow dal 2 al 5 ottobre, ricorda le parole rivolte alla gente di mare in occasione del centenario dell'Apostolato del Mare, il 4 ottobre del 2020.

Rivolgendosi ai Delegati riuniti nella città portuale scozzese, il Santo Padre esprime gratitudine "per la testimonianza di fede e gli innumerevoli atti di benevolenza e carità mostrati da tanti cappellani e volontari nel corso dell'ultimo secolo nei confronti di coloro che lavorano nei nostri mari e nelle nostre vie navigabili". Quindi osserva che nella sua opera di servizio verso persone di "diverse nazionalità e tradizioni religiose", Stella Maris risponde al comando del Signore di "andare in tutto il mondo e proclamare la buona novella a tutta la terra" (Mc 16,15), ricordando anche che "gran parte del ministero di Gesù si è svolto su e intorno a un piccolo ma vitale specchio d'acqua - il Mare di Galilea - e che alcuni dei suoi primi discepoli erano pescatori", poi "diventati pescatori di uomini". 

 

L’evento si è aperto con un videomessaggio del Card. Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha messo in luce il valore del servizio che l'Apostolato del Mare conduce fin dalla sua nascita in favore dei marittimi e delle loro famiglie, ed in particolare negli ultimi anni, segnati prima dalla piaga della pandemia e poi dal conflitto in Ucraina, che hanno inasprito le condizioni di lavoro della gente di mare, spesso privata dei propri diritti e della propria dignità."L'ultima volta che i cappellani e i volontari di Stella Maris si sono riuniti a Glasgow - ha ricordato - è stato nel settembre 1938. Il mondo era sull'orlo della devastante Seconda Guerra Mondiale. L'epoca odierna è caratterizzata da livelli simili di tensione e turbolenza, non ultima la pandemia di Covid-19 e le numerose guerre, in Ucraina e altrove. La pandemia Covid-19 ha avuto un impatto devastante. Quando il mondo si è bloccato, la gente di mare ha fatto muovere l'economia globale". 

 

Di fronte alla crisi che ancora oggi affligge il mondo dei marittimi e dei pescatori, il Card. Czerny ha ribadito la disponibilità di Stella Maris a collaborare più strettamente con i governi, i sindacati e l'industria marittima, chiedendo uno sforzo maggiore per l'attuazione delle Convenzioni dell'ILO sul lavoro marittimo e sul lavoro nella pesca. Infine, citando Papa Francesco nell'Enciclica "Fratelli tutti", il Prefetto ha rimarcato che il rispetto dei diritti umani "è la condizione preliminare per lo sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quando la dignità della persona umana è rispettata, e i suoi diritti riconosciuti e garantiti, la creatività e l'interdipendenza prosperano, e la creatività della personalità umana si libera attraverso azioni che favoriscono il bene comune".  

03 ottobre 2022