Alla vigilia della scadenza del Trattato New START (New Strategic Arms Reduction Treaty), ultimo trattato di controllo degli armamenti strategici e accordo fondamentale nell’impedire una nuova corsa al riarmo nucleare, Papa Leone XIV ha invitato a “non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto ed efficace”. Nello stesso appello, al termine dell’Udienza Generale del 4 febbraio 2026, il Santo Padre ha rinnovato “l’incoraggiamento ad ogni sforzo costruttivo in favore del disarmo e della fiducia reciproca”.
Facendo seguito alla sollecitazione del Papa, il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale desidera condividere il sondaggio Nuclear weapons Survey 2025 realizzato da Pax Christi New England e pubblicato il 26 luglio 2025. Il sondaggio è stato condotto tra cittadini di Stati Uniti e Canada per comprendere le loro conoscenze in materia di armi nucleari, allo scopo di favorire un maggiore coinvolgimento delle persone nell’attiva promozione del disarmo nucleare. Le interviste sono state realizzate su un campione casuale tra cattolici e non cattolici per avere un confronto eterogeneo.
I risultati hanno portato alla luce una grande preoccupazione per la minaccia delle armi nucleari e un forte senso di impotenza nell'affrontare il concetto di deterrenza. È emerso che la carenza di discussione pubblica al riguardo scoraggia l’iniziativa personale. Nonostante questo, quasi la metà degli intervistati ha dichiarato di essere disposta a fare di più e lasciarsi coinvolgere attivamente.
Dal sondaggio risulta che la voce di grandi leader cattolici, come il Papa o alcuni Vescovi, ha fortemente contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e si manifesta il bisogno di sentire parlare più diffusamente di disarmo nucleare. Pertanto, intraprendere azioni mirate anche attraverso i mezzi di comunicazione, includendo film e talk show, è una delle strade suggerite per creare consapevolezza e ottenere una maggiore partecipazione.
Come afferma Papa Leone XIV nel suo appello, è “urgente sostituire la logica della paura e della diffidenza con un’etica condivisa capace di orientare le scelte verso il bene comune e di rendere la pace un patrimonio custodito da tutti”.