La Chiesa cattolica in Cambogia promuove iniziative pastorali volte ad accogliere e accompagnare persone e famiglie in situazioni di vulnerabilità.
È il caso del “Villaggio della Pace” (Peace Village) situato a Choumkartieng, nella provincia di Takéo, nel sud della Cambogia, fondato nel 2011 su iniziativa di Mons. Olivier Schmitthäusler MEP, Vicario Apostolico di Phnom Penh.
L’idea del progetto si basa sul riconoscere che tutte le persone, indipendentemente dall’età, dal sesso o da eventuali disabilità, possiedono la stessa dignità e gli stessi diritti. A partire da questo principio, il progetto promuove la solidarietà, il rispetto e la collaborazione evitando ogni forma di discriminazione e aiutando ogni persona a sviluppare i propri talenti in un ambiente di pace e gioia.
Il Villaggio della Pace vuole essere l’espressione concreta di una comunità in cui tutti sono accolti, valorizzati e accompagnati.
Il progetto dispone di un centro di assistenza per bambini con disabilità gravi, famiglie colpite dall’HIV/AIDS e anziani, oltre a un asilo nido.
La sua missione non si limita all’assistenza ma mira a offrire opportunità di istruzione, formazione professionale e inclusione sociale, a partire dall’educazione della prima infanzia fino agli studi superiori. Per i giovani con disabilità vengono sviluppati programmi di formazione professionale di breve durata volti a favorire la loro autonomia e autosufficienza.
Inoltre, l’iniziativa propone attività produttive ed educative che rafforzano la capacità di partecipare attivamente alla società. Tra queste spiccano i lavori tradizionali di tessitura della seta e del cotone, la realizzazione di prodotti con materiali riciclati al 100% e attività rivolte a bambini e giovani come il movimento scout locale.
Questa stessa prospettiva di sostenere il rispetto della dignità e l’autosufficienza di tutti appartiene anche ad altri progetti della Chiesa in Cambogia. Nella Prefettura Apostolica di Battambang, Mons. Kike Figaredo SJ promuove un laboratorio in cui persone con disabilità, molte delle quali sopravvissute alle mine antiuomo, realizzano sedie a rotelle Mekong che permettono a bambini e adulti in necessità di frequentare la scuola, di partecipare alla vita della Chiesa e delle loro comunità e di accedere a un lavoro dignitoso. Questi progetti non solo rispondono a bisogni materiali ma contribuiscono a far ritrovare la speranza, a rafforzare i legami comunitari e a favorire una reale inclusione sociale.
Le sedie a rotelle sono state adattate alle condizioni delle zone rurali grazie all’applicazione di strutture in legno e di tre ruote e vengono costruite dagli stessi beneficiari, trasformando così l’aiuto in un’opportunità di lavoro, di partecipazione e di autonomia.
Le iniziative pastorali rappresentano una concreta espressione di carità in cui l’assistenza si trasforma in educazione, formazione, lavoro, autosufficienza e condivisione. L’obiettivo è accompagnare le persone vulnerabili riconoscendo la loro dignità, le loro capacità e il loro diritto a costruire un futuro insieme agli altri come ha raccomandato Papa Leone XIV nell’Esortazione Apostolica Dilexi te.